Acconti IRPEF, IRES, IRAP

Acconti d'imposta con il metodo storico: soglie di esonero, rata unica o due rate (40/60, oppure 50/50 per soggetti ISA e forfettari), scadenze di giugno e novembre, rateazione della prima rata.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

Come si calcolano gli acconti delle imposte

Le imposte sui redditi si versano in parte in anticipo: l'acconto per l'anno in corso è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente (rigo "differenza" per l'IRPEF, cioè imposta netta meno ritenute e crediti). Non è dovuto se l'importo di riferimento non supera 51,65 € (20,66 € per IRES e IRAP delle società); si versa in unica rata a novembre se non supera 257,52 € (103 € per le società), altrimenti in due rate: 40% entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) e 60% entro il 30 novembre.

Per i contribuenti soggetti agli ISA e per i forfettari le due rate sono di pari importo (50/50, art. 58 DL 124/2019). La prima rata può essere rateizzata in rate mensili fino a dicembre con interessi dello 0,33% mensile; la seconda no. In alternativa al metodo storico si può usare il metodo previsionale, con il rischio di sanzioni se l'acconto risulta insufficiente.

Il metodo storico

L'acconto per l'anno in corso è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente, presa dal rigo "differenza" della dichiarazione: imposta netta meno ritenute, crediti d'imposta e eccedenze. Se questo importo non supera 51,65 € (20,66 € per IRES e IRAP delle società) l'acconto non è dovuto; se non supera 257,52 € (103 € per le società) si versa in unica soluzione entro il 30 novembre; altrimenti in due rate, il 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo dell'anno precedente, o entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e il 60% entro il 30 novembre. Per i contribuenti soggetti agli ISA e per i forfettari le due rate sono di pari importo.

Il metodo previsionale

Chi prevede un'imposta inferiore per l'anno in corso (calo di reddito, cessazione, cambio di regime) può ridurre o azzerare l'acconto con il metodo previsionale. Il rischio è nella stima: se l'acconto versato risulta inferiore a quello che sarebbe stato dovuto con il metodo storico, si applica la sanzione per insufficiente versamento (ravvedibile) sulla differenza. Per l'IRPEF la verifica si fa sul 100% dell'imposta effettiva dell'anno.

Rateazione e scadenze particolari

La prima rata di acconto, insieme al saldo, può essere rateizzata in rate mensili fino al 16 dicembre con interessi dello 0,33% al mese (vedi il calcolatore di rateizzazione); la seconda rata di novembre no. Le stesse regole valgono per la cedolare secca, l'imposta sostitutiva dei forfettari, l'IVIE e l'IVAFE. Le scadenze che cadono di sabato o in giorno festivo slittano al primo giorno lavorativo, e negli ultimi anni sono state spesso prorogate per i soggetti ISA: le date del calcolatore sono quelle ordinarie.

Esempio pratico

IRPEF dovuta per l'anno precedente 4.800 € (rigo differenza), contribuente non ISA. Acconto 4.800,00 €, da versare in due rate: 1.920,00 € entro il 30 giugno (o 1.927,68 € entro il 30 luglio) e 2.880,00 € entro il 30 novembre. La prima rata è rateizzabile in 6 rate mensili da 320,00 € più interessi.

Formule di calcolo
Importo di riferimento = imposta netta anno precedente − ritenute − crediti Acconto = riferimento × 100% ≤ 51,65 € (20,66 società) → non dovuto ≤ 257,52 € (103 società) → unica rata 30 novembre > 257,52 € → 40% entro 30 giugno + 60% entro 30 novembre (ISA/forfettari: 50% + 50%) Prima rata in n rate mensili: interessi 0,33% × (n−1)
Fonti normative e dati
Art. 17 DPR 435/2001, L. 97/1977 art. 1 (soglie IRPEF), DL 193/2016 art. 7-quater (IRES e IRAP 40/60), art. 58 DL 124/2019 (ISA 50/50), art. 20 D.Lgs. 241/1997 (rateazione), art. 1 c. 3 DL 23/2011 (acconto cedolare).
Domande frequenti

Come si calcola l'acconto IRPEF 2026?

È il 100% dell'imposta netta dell'anno precedente al netto di ritenute e crediti (rigo differenza): se supera 257,52 € si paga il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre; tra 51,65 e 257,52 € in unica rata a novembre; sotto 51,65 € nulla.

Chi paga l'acconto in due rate del 50%?

I contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità (ISA), i loro soci e collaboratori, e i contribuenti in regime forfettario o di vantaggio: per loro le due rate di giugno e novembre sono di pari importo (art. 58 DL 124/2019).

Cosa succede se non pago l'acconto?

Si applica la sanzione per omesso versamento (25% dal 1° settembre 2024, ridotta con il ravvedimento) e gli interessi legali sulla parte non versata. Non è dovuto alcun acconto se si prevede correttamente di non avere imposta per l'anno in corso (metodo previsionale).

L'acconto si può rateizzare?

Solo la prima rata di giugno, in rate mensili di pari importo fino al 16 dicembre con interessi dello 0,33% al mese. La seconda rata di novembre va versata in unica soluzione.