Acconti IRPEF, IRES, IRAP
Acconti d'imposta con il metodo storico: soglie di esonero, rata unica o due rate (40/60, oppure 50/50 per soggetti ISA e forfettari), scadenze di giugno e novembre, rateazione della prima rata.
Acconti d'imposta con il metodo storico: soglie di esonero, rata unica o due rate (40/60, oppure 50/50 per soggetti ISA e forfettari), scadenze di giugno e novembre, rateazione della prima rata.
Le imposte sui redditi si versano in parte in anticipo: l'acconto per l'anno in corso è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente (rigo "differenza" per l'IRPEF, cioè imposta netta meno ritenute e crediti). Non è dovuto se l'importo di riferimento non supera 51,65 € (20,66 € per IRES e IRAP delle società); si versa in unica rata a novembre se non supera 257,52 € (103 € per le società), altrimenti in due rate: 40% entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) e 60% entro il 30 novembre.
Per i contribuenti soggetti agli ISA e per i forfettari le due rate sono di pari importo (50/50, art. 58 DL 124/2019). La prima rata può essere rateizzata in rate mensili fino a dicembre con interessi dello 0,33% mensile; la seconda no. In alternativa al metodo storico si può usare il metodo previsionale, con il rischio di sanzioni se l'acconto risulta insufficiente.
L'acconto per l'anno in corso è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente, presa dal rigo "differenza" della dichiarazione: imposta netta meno ritenute, crediti d'imposta e eccedenze. Se questo importo non supera 51,65 € (20,66 € per IRES e IRAP delle società) l'acconto non è dovuto; se non supera 257,52 € (103 € per le società) si versa in unica soluzione entro il 30 novembre; altrimenti in due rate, il 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo dell'anno precedente, o entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e il 60% entro il 30 novembre. Per i contribuenti soggetti agli ISA e per i forfettari le due rate sono di pari importo.
Chi prevede un'imposta inferiore per l'anno in corso (calo di reddito, cessazione, cambio di regime) può ridurre o azzerare l'acconto con il metodo previsionale. Il rischio è nella stima: se l'acconto versato risulta inferiore a quello che sarebbe stato dovuto con il metodo storico, si applica la sanzione per insufficiente versamento (ravvedibile) sulla differenza. Per l'IRPEF la verifica si fa sul 100% dell'imposta effettiva dell'anno.
La prima rata di acconto, insieme al saldo, può essere rateizzata in rate mensili fino al 16 dicembre con interessi dello 0,33% al mese (vedi il calcolatore di rateizzazione); la seconda rata di novembre no. Le stesse regole valgono per la cedolare secca, l'imposta sostitutiva dei forfettari, l'IVIE e l'IVAFE. Le scadenze che cadono di sabato o in giorno festivo slittano al primo giorno lavorativo, e negli ultimi anni sono state spesso prorogate per i soggetti ISA: le date del calcolatore sono quelle ordinarie.
IRPEF dovuta per l'anno precedente 4.800 € (rigo differenza), contribuente non ISA. Acconto 4.800,00 €, da versare in due rate: 1.920,00 € entro il 30 giugno (o 1.927,68 € entro il 30 luglio) e 2.880,00 € entro il 30 novembre. La prima rata è rateizzabile in 6 rate mensili da 320,00 € più interessi.
Importo di riferimento = imposta netta anno precedente − ritenute − crediti
Acconto = riferimento × 100%
≤ 51,65 € (20,66 società) → non dovuto
≤ 257,52 € (103 società) → unica rata 30 novembre
> 257,52 € → 40% entro 30 giugno + 60% entro 30 novembre (ISA/forfettari: 50% + 50%)
Prima rata in n rate mensili: interessi 0,33% × (n−1)