Calcolo del TFR

Stima TFR lordo e netto: quota annua (retribuzione/13,5 meno 0,50%), rivalutazione ISTAT con imposta 17%, tassazione separata con aliquota media IRPEF.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

Il TFR è una quota di retribuzione accantonata ogni anno dal datore di lavoro e liquidata alla cessazione del rapporto, disciplinato dall'art. 2120 del Codice Civile. La quota annua è pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, meno il contributo dello 0,50% al Fondo di garanzia INPS.

Il montante accantonato si rivaluta ogni anno (1,5% fisso più il 75% dell'inflazione FOI) e la rivalutazione è tassata con imposta sostitutiva del 17%.

Tassazione alla liquidazione: il TFR non è tassato con le aliquote IRPEF ordinarie ma con la tassazione separata: si applica l'aliquota media corrispondente al reddito di riferimento (TFR × 12 / anni di servizio). L'Agenzia delle Entrate riliquida poi l'imposta con l'aliquota media dei cinque anni precedenti la cessazione.

Come matura il TFR ogni anno

Per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5 (art. 2120 c.c.), ridotta dello 0,50% della retribuzione stessa che il datore versa all'INPS come contributo al Fondo di garanzia. La retribuzione utile comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale: paga base, scatti, superminimi, tredicesima, quattordicesima, indennità fisse, straordinario continuativo; i CCNL possono escludere alcune voci. In un anno parziale la quota è proporzionale ai mesi (il mese vale intero se il servizio supera i 15 giorni).

La rivalutazione e l'imposta del 17%

Il fondo accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente si rivaluta ogni anno con un tasso composto da un 1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice FOI dei prezzi al consumo. Con inflazione al 2% il tasso è del 3%; nel 2022, con l'inflazione all'11,3%, superò il 9,9%. Sulla rivalutazione si applica un'imposta sostitutiva del 17% (era l'11% fino al 2014), versata dal datore in acconto a dicembre e a saldo a febbraio. Il calcolatore chiede un'inflazione media stimata per gli anni futuri: usa il 2% come riferimento della BCE, ma il dato storico è più variabile.

La tassazione separata alla liquidazione

Il TFR non entra nel reddito dell'anno: è tassato con la tassazione separata (art. 19 TUIR). Si calcola un reddito di riferimento pari al TFR maturato (senza rivalutazioni) moltiplicato per 12 e diviso per gli anni di servizio, si determina l'aliquota media IRPEF su quel reddito e la si applica al TFR. Il datore fa una prima liquidazione con le aliquote vigenti; l'Agenzia delle Entrate riliquida poi l'imposta con l'aliquota media dei cinque anni precedenti la cessazione, e può chiedere o restituire la differenza. Il TFR versato a un fondo pensione segue regole più favorevoli (tassazione dal 15% al 9%).

Anticipazioni e TFR in busta paga

Dopo otto anni di servizio si può chiedere un'anticipazione fino al 70% del maturato per spese sanitarie, acquisto della prima casa o congedi (art. 2120 c.c.); alcuni CCNL ampliano i casi. L'anticipazione è tassata con la stessa aliquota separata e viene scomputata alla liquidazione finale. Il calcolatore non considera anticipazioni già erogate, cambi di retribuzione e periodi di aspettativa non retribuita, che riducono il maturato.

Esempio pratico

30.000 € di retribuzione annua per 10 anni, inflazione media 2%. Quota annua 2.072,22 €; quote capitale 20.722,20 € più rivalutazioni 3.033,48 € (imposta 17%: 515,69 €): TFR lordo 23.755,68 €. Reddito di riferimento 24.866,64 €, aliquota separata 23,00%, imposta 4.766,11 €. TFR netto stimato 18.473,88 €.

Formule di calcolo

Accantonamento

Quota annua = Retribuzione / 13,5 − Retribuzione × 0,50%

Rivalutazione (art. 2120 c. 4 c.c.)

Tasso = 1,5% + 75% × inflazione FOI Rivalutazione anno = montante al 31/12 precedente × tasso Imposta sostitutiva = Rivalutazioni × 17%

Tassazione separata alla liquidazione (art. 19 TUIR)

Reddito di riferimento = quote capitale × 12 / anni di servizio Aliquota media = IRPEF lorda sul reddito di riferimento / reddito di riferimento Imposta = quote capitale × aliquota media TFR netto = montante − imposta 17% − imposta separata
Fonti normative e dati
Art. 2120 c.c., art. 3 L. 297/1982 (contributo 0,50%), art. 19 TUIR (tassazione separata), art. 11 c. 3 D.Lgs. 47/2000 (imposta 17% sulle rivalutazioni, dal 2015), indici FOI ISTAT.
Domande frequenti

Quanto TFR si matura in un anno con 30.000 € di stipendio?

Circa 2.072 €: 30.000 / 13,5 = 2.222 € meno lo 0,50% (150 €) di contributo al Fondo di garanzia. A questa quota si aggiunge la rivalutazione del fondo già accantonato negli anni precedenti.

Il TFR è tassato al 17%?

No: il 17% è l'imposta sostitutiva sulla sola rivalutazione annua. Il TFR vero e proprio è tassato alla liquidazione con la tassazione separata, all'aliquota media IRPEF calcolata sul reddito di riferimento (nel 2026 parte dal 23%).

Conviene lasciare il TFR in azienda o versarlo al fondo pensione?

Il fondo pensione ha una tassazione finale più bassa (15%, ridotta fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione) e rendimenti di mercato, contro il 1,5% + 75% dell'inflazione del TFR in azienda. In azienda il TFR è però disponibile per intero alla cessazione. La scelta va fatta entro sei mesi dall'assunzione ed è irreversibile solo nel senso fondo → azienda.

Quando viene pagato il TFR dopo le dimissioni?

Con l'ultima busta paga o entro il termine previsto dal CCNL (di solito uno o due mesi). Se l'azienda ha almeno 50 dipendenti la parte maturata dal 2007 è presso il Fondo di Tesoreria INPS ma viene comunque anticipata dal datore in busta paga.