Simulatore NASpI

Stima dell'indennità NASpI mensile: 75% entro 1.456,72€ + 25% sull'eccedenza, tetto 1.584,70€, décalage del 3% dal 6° mese (8° oltre i 55 anni), durata fino a 24 mesi.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

Come viene calcolata la NASpI

La NASpI è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro (D.Lgs. 22/2015).

L'importo subisce un décalage del 3% al mese a partire dal 6° mese (o dall'8° per gli over 55). Durata massima: metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con tetto di 24 mesi.

Chi ha diritto alla NASpI

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro (licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa o durante la maternità, risoluzione consensuale in sede protetta) con almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti. Dal 2025 chi ha lasciato un lavoro con dimissioni volontarie nei 12 mesi precedenti deve aver maturato almeno 13 settimane nel nuovo rapporto. La domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione; l'indennità decorre dall'ottavo giorno.

Come si calcola l'importo

Si parte dalla retribuzione media mensile: imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni diviso per le settimane di contribuzione e moltiplicato per 4,33. Se non supera la soglia (1.456,72 € nel 2026) l'indennità è il 75%; sopra la soglia si aggiunge il 25% della differenza, fino al tetto di 1.584,70 € mensili. Dal sesto mese (dall'ottavo per chi ha compiuto 55 anni) l'importo si riduce del 3% al mese. Sulla NASpI si pagano IRPEF e addizionali con le detrazioni da lavoro dipendente, ma non i contributi; l'INPS accredita la contribuzione figurativa.

Quanto dura

La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, escluse quelle già utilizzate per precedenti NASpI, fino a un massimo di 24 mesi. Due anni di lavoro pieno danno quindi un anno di indennità. La NASpI si sospende per nuovi rapporti di lavoro fino a sei mesi e si riduce se si avvia un'attività autonoma o si accetta un lavoro con reddito sotto le soglie; può essere richiesta in un'unica soluzione come incentivo all'autoimprenditorialità.

Esempio pratico

Retribuzione media 2.000 €, 104 settimane di contributi, 40 anni. Indennità iniziale 1.228,36 € al mese (75% fino a 1.456,72 € più il 25% della parte eccedente), durata 12 mesi, décalage dal 6° mese: ultimo mese 970,40 €. Totale lordo del periodo 13.708,51 €.

Formule di calcolo

Indennità iniziale

Se retrib. ≤ 1.456,72 €: Indennità = retribuzione × 75% Se retrib. > 1.456,72 €: (1.456,72 × 75%) + (eccedenza × 25%) Tetto massimo: 1.584,70 €/mese

Décalage

Sotto 55 anni: −3%/mese dal 6° mese Da 55 anni: −3%/mese dall'8° mese
Fonti normative e dati
D.Lgs. 22/2015 (art. 4), Circ. INPS 4 del 28/01/2026 (massimali rivalutazione ISTAT +1,4%).
Domande frequenti

Qual è l'importo massimo della NASpI nel 2026?

1.584,70 € lordi al mese (Circolare INPS 4/2026). La soglia di retribuzione oltre la quale l'indennità sale solo del 25% è 1.456,72 €.

Quanti mesi di NASpI spettano con 2 anni di lavoro?

12 mesi: la durata è la metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni (104 settimane → 52 settimane, circa 12 mesi), con un massimo di 24 mesi.

La NASpI si riduce nel tempo?

Sì, del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione; per chi ha 55 anni o più la riduzione parte dall'ottavo mese.

Chi si dimette ha diritto alla NASpI?

Solo in caso di dimissioni per giusta causa (ad esempio stipendi non pagati, mobbing, trasferimento illegittimo) o durante il periodo tutelato di maternità/paternità. Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto all'indennità.