Imposta di Registro Locazioni

Imposta di registro (2%, 1%, 0,50%) e bollo per la registrazione di un contratto di locazione: annuale o per l'intera durata con sconto, canone concordato, ripartizione tra locatore e conduttore.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

L'imposta di registro sui contratti di locazione

Ogni contratto di locazione di durata superiore a 30 giorni va registrato entro 30 giorni dalla stipula pagando l'imposta di registro: il 2% del canone annuo per gli immobili abitativi e per quelli strumentali locati da privati (minimo 67 € alla prima registrazione), l'1% per gli immobili strumentali locati da soggetti IVA, lo 0,50% per i fondi rustici. Per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa la base è ridotta del 30%.

Si aggiunge l'imposta di bollo da 16 € ogni 4 facciate (o 100 righe) per ciascuna copia. Il registro si può pagare anno per anno oppure in unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto pari alla metà del tasso legale moltiplicato per le annualità. Per legge le spese di registrazione si dividono a metà tra locatore e conduttore.

Con l'opzione per la cedolare secca registro e bollo non sono dovuti.

Obbligo di registrazione e termini

Ogni contratto di locazione di durata superiore a 30 giorni complessivi nell'anno va registrato entro 30 giorni dalla stipula (o dalla decorrenza se anteriore) presso l'Agenzia delle Entrate, con il modello RLI online o in ufficio. La registrazione è obbligo solidale di locatore e conduttore, ma di regola vi provvede il locatore, che deve poi comunicarla all'inquilino e all'amministratore di condominio entro 60 giorni. Il contratto non registrato è nullo e espone il locatore a sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, oltre alla possibilità per l'inquilino di chiedere la riconduzione a un canone ridotto.

Quanto si paga

L'imposta di registro è il 2% del canone annuo per gli immobili abitativi e per gli strumentali locati da privati, l'1% per gli strumentali locati da soggetti IVA, lo 0,50% per i fondi rustici, con un minimo di 67 € alla prima registrazione. Per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa la base è ridotta del 30%. Si aggiunge il bollo da 16 € ogni 4 facciate (o 100 righe) per ciascuna copia. Si può pagare anno per anno, entro 30 giorni dalla scadenza di ogni annualità, oppure in unica soluzione per l'intera durata con uno sconto pari alla metà del tasso legale moltiplicato per il numero di annualità. Alla proroga si paga di nuovo il 2%; per la risoluzione anticipata l'imposta fissa di 67 €; le cessioni 67 €.

Chi paga e l'alternativa della cedolare

Per legge (art. 8 L. 392/1978) le spese di registrazione sono a carico di locatore e conduttore in parti uguali; le parti possono accordarsi diversamente. Il locatore persona fisica che opta per la cedolare secca non paga né registro né bollo, per sé e per l'inquilino, ma rinuncia agli aggiornamenti del canone: il calcolatore della cedolare confronta le due strade. Le locazioni brevi fino a 30 giorni non vanno registrate.

Esempio pratico

Contratto 4+4 con canone di 800 € al mese, pagamento annuale, 2 copie da 4 facciate. Canone annuo 9.600,00 €: registro 192,00 € l'anno per 768,00 € sui quattro anni; bolli 32,00 €. Totale 800,00 €, di cui 400,00 € a carico del locatore e 400,00 € dell'inquilino.

Formule di calcolo
Registro annuo = Canone annuo × 2% (minimo 67 € il 1° anno) Concordato: base = Canone annuo × 70% Intera durata: (Registro annuo × anni) − sconto, sconto = Registro totale × (tasso legale / 2) × anni Bollo = 16 € × copie × ⌈facciate / 4⌉ Quota locatore = quota conduttore = 50%
Fonti normative e dati
DPR 131/1986 art. 5 Tariffa Parte I, art. 17 e art. 41 (minimo 67 €), DPR 642/1972 (bollo), art. 8 c. 1 L. 431/1998 (riduzione 30% concordato), art. 8 L. 392/1978 (ripartizione), art. 3 D.Lgs. 23/2011 (cedolare).
Domande frequenti

Quanto costa registrare un contratto di affitto di 800 € al mese?

192 € l'anno di imposta di registro (2% di 9.600 €) più 32 € di bolli per due copie, da dividere a metà: circa 112 € a testa il primo anno. Con la cedolare secca non si paga nulla.

Conviene pagare il registro per tutta la durata?

Si ottiene uno sconto pari alla metà del tasso legale per ogni annualità (con l'1,60% del 2026, il 3,2% su quattro anni), ma in caso di risoluzione anticipata l'imposta versata per gli anni non goduti viene rimborsata solo su richiesta e con tempi lunghi.

Chi paga l'imposta di registro tra proprietario e inquilino?

Per legge metà ciascuno (art. 8 L. 392/1978), salvo diverso accordo nel contratto. Il bollo segue la stessa ripartizione. Il versamento materiale è di solito fatto dal locatore che poi si fa rimborsare la quota.

Cosa succede se il contratto non è registrato?

Il contratto è nullo, il locatore rischia una sanzione dal 120% al 240% dell'imposta (ravvedibile) e l'inquilino può chiedere che il canone sia ricondotto al triplo della rendita catastale. La registrazione tardiva con ravvedimento sana la posizione fiscale.