Fattura Inversa (da Netto a Lordo)

Dal netto desiderato a compenso, rivalsa o cassa 4%, ritenuta d'acconto 20%, IVA e totale fattura. Gestisce Gestione Separata, casse professionali (contributo non soggetto a ritenuta) e regime forfettario.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

Scorporo fattura professionisti: dal netto al lordo

Partendo dal netto desiderato, il calcolatore risale a compenso lordo, contributo previdenziale addebitato al cliente, ritenuta d'acconto e IVA con una formula chiusa.

I casi sono diversi: la rivalsa INPS 4% dei professionisti in Gestione Separata è parte del compenso, quindi soggetta a ritenuta e IVA; il contributo integrativo 4% delle casse private (Dottori Commercialisti, Inarcassa, Cassa Forense, Geometri, ENPAM…) non è reddito del professionista e quindi non subisce ritenuta, pur essendo soggetto a IVA; nel regime forfettario non si applicano né IVA né ritenuta, la rivalsa 4% è facoltativa e sulle fatture oltre 77,47 € è dovuto il bollo di 2 €.

La ritenuta d'acconto del 20% si applica solo se il cliente è un sostituto d'imposta (impresa, professionista, ente): verso privati non c'è ritenuta.

Le voci della fattura di un professionista

La parcella si compone del compenso, del contributo previdenziale addebitato al cliente (la rivalsa del 4% per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, il contributo integrativo del 4% per gli iscritti alle casse professionali; 2% per alcune casse), dell'IVA al 22% sull'imponibile e, se il cliente è un sostituto d'imposta, della ritenuta d'acconto del 20% che il cliente trattiene e versa allo Stato per conto del professionista. Il netto incassato è quindi il totale fattura meno l'IVA (che va riversata) e meno la ritenuta (un acconto sull'IRPEF).

Rivalsa INPS e contributo cassa: la differenza che cambia il calcolo

La rivalsa INPS del 4% è una maggiorazione del compenso: è reddito del professionista, quindi soggetta a ritenuta e a IRPEF. Il contributo integrativo delle casse private (Dottori Commercialisti, Inarcassa, Cassa Forense, Geometri, ENPAM, Ragionieri…) è invece una somma che il professionista riscuote per conto della cassa: non è reddito, non subisce ritenuta e non concorre all'IRPEF, pur essendo soggetto a IVA. Per questo le formule inverse sono diverse: con la rivalsa il compenso è netto / 0,832, con il contributo cassa è netto / 0,84, senza contributi è netto / 0,80.

Il caso del forfettario

Chi è nel regime forfettario non addebita IVA e non subisce la ritenuta d'acconto (il cliente non deve trattenerla, previa comunicazione in fattura). Può applicare la rivalsa INPS del 4%, che però concorre ai ricavi soggetti a coefficiente. Sulle fatture di importo superiore a 77,47 € è dovuta l'imposta di bollo di 2 €, addebitabile al cliente. Il calcolatore gestisce anche questo caso e mostra il totale fattura e il netto incassato.

Esempio pratico

Netto desiderato 1.000 €, professionista in Gestione Separata con rivalsa 4%, cliente sostituto d'imposta, IVA 22%. Compenso 1.201,92 €, rivalsa INPS 48,08 €, imponibile 1.250,00 €, ritenuta 250,00 €, IVA 275,00 €: totale fattura 1.525,00 €. Il cliente paga il totale meno la ritenuta; al professionista, tolta l'IVA da riversare, restano 1.000,00 €.

Formule di calcolo

Senza rivalsa

Compenso = Netto / 0,80 Ritenuta = Compenso × 20%

Rivalsa INPS 4% (soggetta a ritenuta)

Compenso = Netto / (1,04 × 0,80) = Netto / 0,832 Rivalsa = Compenso × 4% Ritenuta = (Compenso + Rivalsa) × 20%

Cassa professionale 4% (non soggetta a ritenuta)

Compenso = Netto / (1 + 0,04 − 0,20) = Netto / 0,84 Contributo = Compenso × 4% Ritenuta = Compenso × 20%

Forfettario

Compenso = Netto / 1,04 (con rivalsa) oppure Netto Nessuna ritenuta, nessuna IVA; bollo 2 € se importo > 77,47 €

Comune a tutti

IVA = (Compenso + contributo) × aliquota Totale fattura = Compenso + contributo + IVA (+ bollo) Netto = Totale − IVA − Ritenuta ✓
Fonti normative e dati
Art. 25 DPR 600/1973 (ritenuta 20%), art. 1 c. 212 L. 662/1996 (rivalsa 4% Gestione Separata), DPR 633/1972 (IVA), L. 190/2014 art. 1 c. 54-89 (regime forfettario), art. 13 Tariffa DPR 642/1972 (bollo 2 €), Risoluzione AdE 109/E/2007 (contributo integrativo casse non soggetto a ritenuta).
Domande frequenti

Come si calcola il lordo da un netto di 1.000 € con rivalsa INPS?

Compenso = 1.000 / 0,832 = 1.201,92 €; rivalsa 4% = 48,08 €; imponibile 1.250 €; ritenuta 20% = 250 €; IVA 22% = 275 €; totale fattura 1.525 €. Netto: 1.250 − 250 = 1.000 €.

La cassa del commercialista è soggetta a ritenuta?

No. Il contributo integrativo del 4% delle casse professionali (CNPADC, Inarcassa, Forense, Geometri, ENPAM…) non è reddito del professionista e non subisce ritenuta d'acconto; è soggetto a IVA. La rivalsa INPS 4% della Gestione Separata invece sì.

Quando non si applica la ritenuta d'acconto?

Quando il cliente è un privato (non sostituto d'imposta) e quando il professionista è in regime forfettario o nel regime di vantaggio; in questi casi il netto coincide con l'imponibile.

Il forfettario deve mettere il bollo in fattura?

Sì, 2 € sulle fatture di importo superiore a 77,47 € (non essendoci IVA). Il bollo è a carico del professionista ma può essere addebitato al cliente; in tal caso concorre ai ricavi.