Analisi di Bilancio e Indici di Allerta
Indici di allerta CNDCEC con le soglie del settore, DSCR a sei mesi dal budget di tesoreria, KPI di bilancio (EBITDA, ROI, ROE, PFN) e controlli di quadratura.
Indici di allerta CNDCEC con le soglie del settore, DSCR a sei mesi dal budget di tesoreria, KPI di bilancio (EBITDA, ROI, ROE, PFN) e controlli di quadratura.
Riclassificazioni, 23 indici e rating, DSCR con soglie del Codice della crisi, adeguati assetti art. 2086, business plan a tre anni e relazione in Word: 37 moduli con un solo upload, anche dal file XBRL. Gira nel browser e il bilancio non lascia il tuo computer, come qui.
Lo strumento legge il bilancio in formato XBRL depositato al Registro Imprese direttamente nel browser, compila le voci dello stato patrimoniale e del conto economico e calcola i cinque indici di allerta del documento CNDCEC del 20 ottobre 2019, confrontandoli con le soglie del settore scelto, il DSCR a sei mesi dal budget di tesoreria che inserisci tu, i KPI classici (EBITDA, EBIT, ROS, ROI, ROE, indipendenza finanziaria, margine di struttura, posizione finanziaria netta) e i controlli di quadratura sui dati letti. Il file non viene inviato né conservato: al server arrivano solo gli importi, come se li avessi digitati. Puoi anche inserire tutti i valori a mano, senza file.
Il documento del CNDCEC costruisce la verifica a gradini. Primo: il patrimonio netto negativo, calcolato al netto dei crediti verso soci, dei dividendi deliberati e della riserva per operazioni di copertura, fa presumere da solo lo stato di crisi. Secondo: se i dati previsionali sono attendibili, decide il DSCR a sei mesi, e un valore inferiore a 1 è un segnale di crisi. Terzo, in mancanza di un DSCR attendibile: i cinque indici di settore valgono solo insieme, cioè la presunzione scatta quando tutti e cinque superano la soglia. Un solo indice acceso, o due, non è un giudizio: il documento stesso osserva che fino a due segnali la situazione è nella norma del campione. Le soglie sono dieci gruppi di settori basati sulle sezioni ATECO 2007, e vanno scelte per descrizione, perché le lettere delle sezioni sono cambiate con ATECO 2025.
Il Codice della crisi, nella versione in vigore dal 15 luglio 2022, non prevede più il sistema di allerta basato sugli indici del CNDCEC: al loro posto ci sono i segnali dell'art. 3 (ritardi nei pagamenti di retribuzioni, fornitori, banche e creditori pubblici qualificati) e l'obbligo degli adeguati assetti dell'art. 2086 c.c., che impone all'imprenditore di dotarsi di strumenti per rilevare tempestivamente la crisi. Gli indici restano quindi un riferimento di prassi, utile perché nascono da un campione ampio di bilanci e hanno soglie per settore, ma non hanno più valore normativo e non sostituiscono la valutazione del professionista. Lo strumento li presenta per quello che sono: una lettura ordinata del bilancio, non una diagnosi.
Il lettore riconosce lo schema dal file stesso. Nell'ordinario tutte le voci necessarie sono nello stato patrimoniale. Nell'abbreviato crediti e debiti compaiono solo per totale con la ripartizione entro e oltre l'esercizio: i debiti tributari e previdenziali (D.12 e D.13) e i debiti verso banche si trovano solo nel prospetto della nota integrativa, che è facoltativo. Quando il prospetto è compilato, come fanno i principali software di deposito, lo strumento li legge; quando manca, i due campi restano vuoti e l'esito è «verifica incompleta», perché il quinto indice non si può calcolare: il CNDCEC indica di prenderli dalla situazione contabile. Nel micro non c'è nota integrativa e la riserva A.VII non esiste, quindi D.12 e D.13 vanno sempre inseriti a mano. Le voci di conto economico assenti dal file (accantonamenti, rivalutazioni, svalutazioni, imposte differite) valgono zero: l'XBRL omette le righe a zero. Ogni campo mostra da dove viene il valore.
Impresa di servizi con 1.000.000 € di ricavi, 710.000 € di totale attivo, 300.000 € di patrimonio netto e 60.000 € di utile. Oneri finanziari su ricavi 0,80% (soglia ≥ 1,80%), patrimonio netto su debiti 85,71% (soglia ≤ 5,20%), liquidità a breve 163,33% (soglia ≤ 95,40%), cash flow su attivo 13,38% (soglia ≤ 1,70%), debiti tributari e previdenziali su attivo 5,63% (soglia ≥ 11,90%): 0 segnali accesi su 5, nessuna presunzione di crisi. EBITDA 130.000,00 €, ROI 13,38%, ROE 20,00%, posizione finanziaria netta -30.000,00 € (cassa superiore ai debiti finanziari).
PN per il test di crisi = PN − crediti verso soci − dividendi deliberati − riserva A.VII
1) Oneri finanziari su ricavi = C.17 / (A.1 [+ A.3 se produzione pluriennale]) × 100 → segnale se ≥ soglia
2) Patrimonio netto su debiti = (PN − crediti soci − dividendi) / (D + E) × 100 → segnale se ≤ soglia
3) Liquidità a breve = (C − C.II oltre + D attivo) / (D entro + E) × 100 → segnale se ≤ soglia
4) Cash flow su attivo = (21 + B.10 + B.12 + B.13 + D.19 − D.18 + imposte diff./ant.) / totale attivo × 100 → segnale se ≤ soglia
5) Debiti tributari e previdenziali su attivo = (D.12 + D.13) / totale attivo × 100 → segnale se ≥ sogliaDSCR (6 mesi) = (liquidità iniziale + entrate previste − uscite previste escluse le quote capitale) / quote capitale in scadenza
EBITDA = (A − B) + B.10 + B.12 + B.13
ROI = (A − B) / totale attivo; ROE = 21 / PN; PFN = D.1–D.5 − C.IV