Analisi di Bilancio e Indici di Allerta

Indici di allerta CNDCEC con le soglie del settore, DSCR a sei mesi dal budget di tesoreria, KPI di bilancio (EBITDA, ROI, ROE, PFN) e controlli di quadratura.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.
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Come funziona l'analisi di bilancio con gli indici di allerta

Lo strumento legge il bilancio in formato XBRL depositato al Registro Imprese direttamente nel browser, compila le voci dello stato patrimoniale e del conto economico e calcola i cinque indici di allerta del documento CNDCEC del 20 ottobre 2019, confrontandoli con le soglie del settore scelto, il DSCR a sei mesi dal budget di tesoreria che inserisci tu, i KPI classici (EBITDA, EBIT, ROS, ROI, ROE, indipendenza finanziaria, margine di struttura, posizione finanziaria netta) e i controlli di quadratura sui dati letti. Il file non viene inviato né conservato: al server arrivano solo gli importi, come se li avessi digitati. Puoi anche inserire tutti i valori a mano, senza file.

Gli indici CNDCEC e come si leggono

Il documento del CNDCEC costruisce la verifica a gradini. Primo: il patrimonio netto negativo, calcolato al netto dei crediti verso soci, dei dividendi deliberati e della riserva per operazioni di copertura, fa presumere da solo lo stato di crisi. Secondo: se i dati previsionali sono attendibili, decide il DSCR a sei mesi, e un valore inferiore a 1 è un segnale di crisi. Terzo, in mancanza di un DSCR attendibile: i cinque indici di settore valgono solo insieme, cioè la presunzione scatta quando tutti e cinque superano la soglia. Un solo indice acceso, o due, non è un giudizio: il documento stesso osserva che fino a due segnali la situazione è nella norma del campione. Le soglie sono dieci gruppi di settori basati sulle sezioni ATECO 2007, e vanno scelte per descrizione, perché le lettere delle sezioni sono cambiate con ATECO 2025.

Cosa cambia dopo il D.Lgs. 83/2022

Il Codice della crisi, nella versione in vigore dal 15 luglio 2022, non prevede più il sistema di allerta basato sugli indici del CNDCEC: al loro posto ci sono i segnali dell'art. 3 (ritardi nei pagamenti di retribuzioni, fornitori, banche e creditori pubblici qualificati) e l'obbligo degli adeguati assetti dell'art. 2086 c.c., che impone all'imprenditore di dotarsi di strumenti per rilevare tempestivamente la crisi. Gli indici restano quindi un riferimento di prassi, utile perché nascono da un campione ampio di bilanci e hanno soglie per settore, ma non hanno più valore normativo e non sostituiscono la valutazione del professionista. Lo strumento li presenta per quello che sono: una lettura ordinata del bilancio, non una diagnosi.

Bilancio ordinario, abbreviato e micro: cosa si legge dal file

Il lettore riconosce lo schema dal file stesso. Nell'ordinario tutte le voci necessarie sono nello stato patrimoniale. Nell'abbreviato crediti e debiti compaiono solo per totale con la ripartizione entro e oltre l'esercizio: i debiti tributari e previdenziali (D.12 e D.13) e i debiti verso banche si trovano solo nel prospetto della nota integrativa, che è facoltativo. Quando il prospetto è compilato, come fanno i principali software di deposito, lo strumento li legge; quando manca, i due campi restano vuoti e l'esito è «verifica incompleta», perché il quinto indice non si può calcolare: il CNDCEC indica di prenderli dalla situazione contabile. Nel micro non c'è nota integrativa e la riserva A.VII non esiste, quindi D.12 e D.13 vanno sempre inseriti a mano. Le voci di conto economico assenti dal file (accantonamenti, rivalutazioni, svalutazioni, imposte differite) valgono zero: l'XBRL omette le righe a zero. Ogni campo mostra da dove viene il valore.

Esempio pratico

Impresa di servizi con 1.000.000 € di ricavi, 710.000 € di totale attivo, 300.000 € di patrimonio netto e 60.000 € di utile. Oneri finanziari su ricavi 0,80% (soglia ≥ 1,80%), patrimonio netto su debiti 85,71% (soglia ≤ 5,20%), liquidità a breve 163,33% (soglia ≤ 95,40%), cash flow su attivo 13,38% (soglia ≤ 1,70%), debiti tributari e previdenziali su attivo 5,63% (soglia ≥ 11,90%): 0 segnali accesi su 5, nessuna presunzione di crisi. EBITDA 130.000,00 €, ROI 13,38%, ROE 20,00%, posizione finanziaria netta -30.000,00 € (cassa superiore ai debiti finanziari).

Formule di calcolo

Patrimonio netto e indici di settore

PN per il test di crisi = PN − crediti verso soci − dividendi deliberati − riserva A.VII 1) Oneri finanziari su ricavi = C.17 / (A.1 [+ A.3 se produzione pluriennale]) × 100 → segnale se ≥ soglia 2) Patrimonio netto su debiti = (PN − crediti soci − dividendi) / (D + E) × 100 → segnale se ≤ soglia 3) Liquidità a breve = (C − C.II oltre + D attivo) / (D entro + E) × 100 → segnale se ≤ soglia 4) Cash flow su attivo = (21 + B.10 + B.12 + B.13 + D.19 − D.18 + imposte diff./ant.) / totale attivo × 100 → segnale se ≤ soglia 5) Debiti tributari e previdenziali su attivo = (D.12 + D.13) / totale attivo × 100 → segnale se ≥ soglia

DSCR e KPI

DSCR (6 mesi) = (liquidità iniziale + entrate previste − uscite previste escluse le quote capitale) / quote capitale in scadenza EBITDA = (A − B) + B.10 + B.12 + B.13 ROI = (A − B) / totale attivo; ROE = 21 / PN; PFN = D.1–D.5 − C.IV
Fonti normative e dati
CNDCEC, "Crisi d'impresa — Gli indici dell'allerta", 20 ottobre 2019 (indici, soglie di settore, regole per i denominatori nulli); art. 2086 c.c. (adeguati assetti); D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi) come modificato dal D.Lgs. 83/2022; tassonomia XBRL PCI 2018-11-04 (Infocamere).
Domande frequenti

Il file XBRL viene caricato sul server?

No. Il file viene letto dal browser e non lascia il tuo computer: al server arrivano soltanto gli importi delle voci di bilancio, esattamente come se li avessi digitati nei campi, e non vengono registrati. Puoi verificarlo negli strumenti di sviluppo del browser.

Dove trovo il bilancio in formato XBRL?

È il file depositato al Registro Imprese con il bilancio d'esercizio; lo fornisce il commercialista o il software con cui è stato predisposto il deposito, oppure si ottiene dal Registro Imprese tra i documenti del bilancio. Lo strumento legge la tassonomia PCI 2018-11-04 per bilanci ordinari, abbreviati e micro; i consolidati sono esclusi.

Un indice sopra la soglia significa che l'impresa è in crisi?

No. Nel documento CNDCEC la presunzione scatta solo con il patrimonio netto negativo, con un DSCR sotto 1 o con tutti e cinque gli indici di settore oltre la soglia. Uno o due segnali rientrano nella norma del campione. E dal 2022 gli indici non sono più previsti dalla legge: sono un riferimento di prassi.

Perché il DSCR non viene calcolato dal bilancio?

Perché il DSCR del CNDCEC è un indicatore prospettico: confronta i flussi di cassa attesi nei sei mesi successivi con le quote capitale dei finanziamenti in scadenza. Il bilancio dice il passato; i quattro valori del budget di tesoreria li inserisci tu, e la liquidità iniziale viene proposta da quella di bilancio, da aggiornare alla data attuale.

Cosa vuol dire «verifica incompleta»?

Che mancano i debiti tributari o previdenziali (D.12 e D.13) e il quinto indice non si può calcolare. Capita con i bilanci abbreviati senza il prospetto dei debiti in nota integrativa e sempre con i micro: inserisci i due valori dalla situazione contabile e ricalcola.