Calcolo IRPEF

IRPEF 2026 dal reddito complessivo: imposta per scaglione (23%, 33%, 43%), detrazioni per lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo, IRPEF netta, addizionali, aliquota marginale e media.

⚠ Avvertenza: i risultati hanno finalità puramente indicativa e informativa e non costituiscono consulenza fiscale, legale, previdenziale o del lavoro. I parametri sono quelli dell'anno d'imposta 2026 e possono non tenere conto di situazioni particolari, CCNL, regolamenti comunali o novità normative. Verifica sempre con un professionista abilitato prima di prendere decisioni.

Come si calcola l'IRPEF

L'IRPEF è l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Si parte dal reddito complessivo dell'anno, si tolgono gli oneri deducibili e sull'imponibile che resta si applicano le aliquote a scaglioni: nel 2026 il 23% fino a 28.000 €, il 33% da 28.000 a 50.000 € e il 43% oltre. Ogni aliquota colpisce solo la parte di reddito che cade nel suo scaglione, quindi superare una soglia non fa aumentare l'imposta su tutto il reddito.

Dall'imposta lorda si sottraggono le detrazioni dell'art. 13 TUIR, che dipendono dal tipo di reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo) e decrescono al crescere del reddito; il risultato, mai negativo, è l'IRPEF netta. Il calcolatore aggiunge le addizionali regionale e comunale stimate, l'aliquota marginale e quella media effettiva e, per i dipendenti, le somme esenti pagate in busta paga (bonus cuneo e trattamento integrativo).

Gli scaglioni IRPEF 2026

Dal 2026 (L. 199/2025) l'IRPEF ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € (era il 35% fino al 2025), 43% oltre 50.000 €. Ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che cade nel suo scaglione: su 30.000 € l'imposta lorda è il 23% di 28.000 € (6.440 €) più il 33% dei 2.000 € eccedenti (660 €), cioè 7.100 €. Per questo l'aliquota marginale, quella dell'ultimo euro guadagnato, è più alta dell'aliquota media, cioè l'IRPEF netta divisa per il reddito: è la marginale che conta per valutare un aumento o un premio, la media per capire quanto pesa l'imposta sul totale.

Le detrazioni per dipendenti, pensionati e autonomi

L'imposta lorda si riduce con le detrazioni dell'art. 13 TUIR, diverse per tipo di reddito e decrescenti fino ad azzerarsi a 50.000 €. Per il lavoro dipendente valgono 1.955 € fino a 15.000 € di reddito, poi 1.910 € più una quota che scende fino a 28.000 €, poi decrescono fino a 50.000 €, con 65 € in più tra 25.000 e 35.000 €; dal 2025 si aggiunge l'ulteriore detrazione di 1.000 € tra 20.000 e 32.000 €, che si riduce fino a 40.000 €. Per la pensione 1.955 € fino a 8.500 €, poi 700 € più una quota decrescente, con 50 € in più tra 25.000 e 29.000 €. Per il lavoro autonomo, l'impresa in contabilità semplificata e le attività occasionali 1.265 € fino a 5.500 €, poi 500 € più una quota decrescente, con 50 € in più tra 11.000 e 17.000 €. Da qui le soglie della no tax area: circa 8.500 € per dipendenti e pensionati, 5.500 € per gli autonomi. Le detrazioni di dipendenti e pensionati si riducono in proporzione ai giorni dell'anno lavorati o in pensione.

Oneri deducibili, addizionali e cosa il calcolo non vede

Gli oneri deducibili riducono l'imponibile prima degli scaglioni: i contributi previdenziali obbligatori versati dagli autonomi, la previdenza complementare fino a 5.164,57 € l'anno, l'assegno periodico al coniuge separato, i contributi per colf e badanti fino a 1.549,37 €. Le detrazioni invece si calcolano sul reddito complessivo, prima degli oneri. Sull'imponibile si pagano anche le addizionali regionale e comunale: il calcolatore usa l'aliquota media della regione e lo 0,8% per il comune, quindi il valore reale può scostarsi di qualche decina di euro. Restano fuori le detrazioni per familiari a carico (per un dipendente le calcola il Dal Lordo al Netto) e quelle al 19% per spese mediche, interessi del mutuo e simili, che si aggiungono in dichiarazione. I forfettari non pagano IRPEF ma l'imposta sostitutiva del 15% o del 5%.

Esempio pratico

Lavoratore dipendente con 30.000 € di reddito complessivo in Lombardia, anno intero. IRPEF lorda 7.100,00 € (23% su 28.000,00 € = 6.440,00 € più 33% su 2.000,00 € = 660,00 €); detrazione per lavoro dipendente 1.801,36 € e ulteriore detrazione 1.000,00 €: IRPEF netta 4.298,64 €. Con le addizionali stimate (474,00 € regionale, 240,00 € comunale) le imposte sul reddito sono 5.012,64 €. Aliquota marginale 33%, aliquota media IRPEF 14,33%.

Formule di calcolo

1. Imponibile

Imponibile = Reddito complessivo − Oneri deducibili

2. IRPEF lorda (scaglioni 2026)

Fino a 28.000 €: 23% Da 28.000 a 50.000 €: 6.440 + 33% dell'eccedenza Oltre 50.000 €: 13.700 + 43% dell'eccedenza

3. Detrazione lavoro dipendente (art. 13 c. 1 e 1.1)

Reddito ≤ 15.000 → 1.955 € (minimo 690 €, 1.380 € a tempo determinato) 15.000–28.000 → 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) / 13.000 28.000–50.000 → 1.910 × (50.000 − reddito) / 22.000 +65 € tra 25.000 e 35.000; ulteriore detrazione 1.000 € tra 20.000 e 32.000, decrescente fino a 40.000 (L. 207/2024)

4. Detrazione pensione (art. 13 c. 3 e 3-bis)

Reddito ≤ 8.500 → 1.955 € (minimo 713 €) 8.500–28.000 → 700 + 1.255 × (28.000 − reddito) / 19.500 28.000–50.000 → 700 × (50.000 − reddito) / 22.000 +50 € tra 25.000 e 29.000

5. Detrazione lavoro autonomo e impresa semplificata (art. 13 c. 5 e 5-ter)

Reddito ≤ 5.500 → 1.265 € 5.500–28.000 → 500 + 765 × (28.000 − reddito) / 22.500 28.000–50.000 → 500 × (50.000 − reddito) / 22.000 +50 € tra 11.000 e 17.000

6. IRPEF netta e aliquote

IRPEF netta = max(0; IRPEF lorda − detrazioni) Detrazioni di dipendenti e pensionati × giorni / 365 Aliquota media = IRPEF netta / Reddito complessivo
Fonti normative e dati
TUIR (DPR 917/1986) art. 3, 10, 11 e 13 (commi 1, 1.1, 3, 3-bis, 5, 5-ter); L. 199/2025 art. 1 c. 3 (scaglioni 2026); L. 234/2021 art. 1 c. 2 (detrazioni per pensione e lavoro autonomo); L. 207/2024 art. 1 c. 4-9 (bonus cuneo e ulteriore detrazione); DL 3/2020 (trattamento integrativo); aliquote delle addizionali regionali: portale del Dipartimento delle Finanze.
Domande frequenti

Come si calcola l'IRPEF nel 2026?

Si sottraggono gli oneri deducibili dal reddito complessivo, si applicano gli scaglioni (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre) e dall'imposta lorda si tolgono le detrazioni per lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo. Il risultato, mai negativo, è l'IRPEF netta, a cui si sommano le addizionali regionale e comunale.

Qual è la no tax area nel 2026?

È il reddito fino al quale le detrazioni annullano l'IRPEF: circa 8.500 € per i lavoratori dipendenti e per i pensionati (1.955 € di detrazione contro il 23% di 8.500 €) e 5.500 € per i lavoratori autonomi. Le addizionali possono essere dovute anche sotto queste soglie, secondo le regole di regione e comune.

Che differenza c'è tra aliquota marginale e aliquota media?

La marginale è l'aliquota dello scaglione in cui cade l'ultimo euro di reddito: dice quanto si paga su un euro in più. La media è l'IRPEF netta divisa per il reddito complessivo: con 30.000 € di reddito da lavoro dipendente la marginale è il 33%, la media intorno al 14%.

Gli oneri deducibili riducono anche le detrazioni?

No. Gli oneri deducibili abbassano l'imponibile su cui si applicano gli scaglioni, mentre le detrazioni dell'art. 13 TUIR dipendono dal reddito complessivo, prima degli oneri. Per questo una deduzione fa risparmiare l'aliquota marginale, mentre una detrazione riduce l'imposta di un importo fisso.

Il bonus cuneo fiscale riduce l'IRPEF?

Solo in parte. Fino a 20.000 € di reddito il bonus è una somma esente pagata in busta paga, che si aggiunge al netto senza toccare l'IRPEF; tra 20.000 e 40.000 € è un'ulteriore detrazione (1.000 €, decrescente da 32.000 €) che riduce l'imposta e non può renderla negativa.